Una serie di eventi recenti ha riportato l’attenzione su Valter Lavitola, il mandante reo confesso, e la sua ex compagna Natalia Potenza. Potenza aveva già testimoniato l’11 settembre davanti al pubblico ministero Edoardo De Santis, ma ha dichiarato di aver subito minacce e pressioni dopo la sua deposizione. Per questo motivo, ha chiesto di essere nuovamente ascoltata dai magistrati per fornire ulteriori dettagli su quanto accaduto.
In una mail inviata il 26 settembre dal suo legale, Potenza ha chiesto di essere nuovamente ascoltata per denunciare le pressioni subite e la preoccupazione per la sua incolumità. Ha anche dichiarato di essere a conoscenza di un attentato che Lavitola avrebbe pianificato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto poi il 16 ottobre.
Potenza intende depositare documenti riguardanti affari di Lavitola in Montenegro e una lista di prestanome delle sue società. I magistrati stanno valutando la sua richiesta, mentre continuano le indagini.
Ranucci e Lavitola: un sodalizio che ha fatto discutere
Sigfrido Ranucci ha dichiarato di essere pentito di aver frequentato Lavitola, ma non soltanto lui. Ha raccontato che per lavorare a Report era necessario passare da Lavitola, come se il programma fosse sotto il suo controllo. Il sodalizio tra i due è stato definito da alcuni commentatori come una collaborazione opaca e ambigua.
Dopo il tentato omicidio, Ranucci ha subito una campagna di linciaggio mediatico e politico. Alcuni esponenti politici e organi di informazione hanno insinuato che fosse coinvolto in attività illecite o che avesse rapporti ambigui con Lavitola, nonostante sia stato riconosciuto come estraneo all’attentato.
La Rai ha deciso di defenestrare Ranucci dalla conduzione di Report, una scelta che ha sollevato molte polemiche. Ranucci ha presentato ricorso per essere reintegrato.
Ranucci e la "cristologia"
Nel discorso pubblico, Ranucci è stato descritto come una sorta di martire o di testimone della verità, usando espressioni che richiamano la cristologia, la disciplina che studia la figura di Cristo. Questo linguaggio è stato criticato da alcuni commentatori, che lo ritengono eccessivo e fuori luogo.
Ranucci ha accusato alcuni leader politici, come Giorgia Meloni, di preoccuparsi della sua rappresentazione come martire piuttosto che delle questioni sostanziali. Ha dichiarato di aver lavorato per anni su inchieste riguardanti mafia, corruzione e affari illeciti, e di aver documentato eventi come gli attentati dell’11 settembre e lo tsunami del 2005.
La sua autobiografia "La scelta" ha avuto un buon successo di vendite, contribuendo a consolidare la sua immagine pubblica.
Fonti
- il Giornale: ESCLUSIVO - L’ex compagna di Lavitola scrive ai giudici: “Sono stata minacciata dopo la testimonianza”. Pronti nuovi documenti su Adriana e il Montenegro
- Antimafia Duemila: Palantir, il controllo dei dati e le verità scomode: così vogliono eliminare Ranucci
- Mowmag.com: Cristologia di Ranucci: dal mito del reporter a quello del martire dopo l'estate nel deserto delle indiscrezioni e dei tribunali