A 74 anni, Eugenio Finardi torna a essere protagonista, questa volta non con una chitarra in mano ma sulla pista di Ballando con le Stelle. L’artista milanese è infatti tra i concorrenti ufficiali dell’edizione 2026 del programma condotto da Milly Carlucci, pronto a mettere alla prova il suo talento anche nel mondo della danza.

Finardi, nato a Milano nel 1952, è uno dei cantautori più iconici della scena musicale italiana, con una carriera che attraversa oltre cinque decenni. La sua storia personale è strettamente legata alla musica fin dall’infanzia: il padre, Enzo Finardi, era un tecnico del suono, mentre la madre, Eloise Degenring, era una cantante lirica statunitense. Cresciuto tra Milano e Boston, Finardi ha respirato musica fin da bambino, iniziando a suonare la chitarra molto presto. Dopo aver studiato inglese e teatro filodrammatico alla Tufts University di Medford, Massachusetts, è rientrato a Milano nei primi anni ’70, precisamente intorno al 1971, per dare inizio alla sua carriera musicale.

Il legame con Milano è rimasto una costante della sua vita. La città non è solo il luogo delle sue origini, ma anche una presenza ricorrente nella sua produzione artistica e nella sua quotidianità. Finardi abita ancora nel capoluogo lombardo, in particolare in un quartiere vicino a San Siro, zona storicamente legata alla musica e ai grandi concerti milanesi.

In un’intervista rilasciata a Il Giorno, Finardi ha raccontato con entusiasmo la sua nuova avventura televisiva. “Quanti miliardari darebbero tutto quello che hanno per essere al mio posto? È meraviglioso”, ha dichiarato, sottolineando l’emozione e la gratitudine per questa nuova esperienza. L’artista ha spiegato anche il metodo particolare che utilizza per memorizzare i passi di danza, trasformandoli in una canzone e suonandoli come se fossero uno spartito, sfruttando il suo innato senso del ritmo.

Accanto a lui, nella sala prove, c’è Rebecca Gabrielli, la ballerina e coreografa che lo sta accompagnando nella preparazione delle coreografie. Finardi ha raccontato che, nonostante l’età e le difficoltà personali, come la perdita progressiva dell’udito, riesce a entrare perfettamente in sintonia con la musica e con la sua insegnante. “Quando siamo in sala abbiamo la stessa età”, ha spiegato, ricordando che già ai tempi del liceo americano era stato indicato come “best dancer” nell’annuario.

Il cantautore ha anche descritto con affetto il rapporto professionale con Gabrielli, definendolo quasi “fiabesco” e usando l’immagine di “Peter Pan e Trilli” per raccontare la loro intesa. Un modo leggero e ironico per spiegare come la passione per la musica e per il movimento riesca ancora oggi a farlo sentire giovane e pieno di energia.

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