Filippo Bisciglia, storico conduttore di Temptation Island, ha raccontato al Corriere della Sera la sua carriera e i suoi progetti teatrali, parlando anche della sua rottura con Pamela Camassa.

Bisciglia ha dichiarato di sentirsi un uomo Mediaset e di non voler passare in Rai, paragonando la scelta a un tradimento familiare. Ha però lasciato aperta la possibilità di lavorare con piattaforme come Amazon o Netflix. Il suo sogno è condurre un game show, ispirato da Corrado, Mike Bongiorno e Amadeus.

Il conduttore ha descritto il suo debutto teatrale, Prima della prima. Il mio viaggio nei sentimenti, che debutterà il 13 novembre al Teatro Alfieri di Torino. Lo spettacolo racconta cosa accade nel camerino prima di entrare in scena, tra monologhi, canti e imitazioni, affiancato da quattro attori e due ballerini.

Parlando di Temptation Island, Bisciglia ha spiegato che l'obiettivo non è far lasciare le coppie, ma evitare sofferenze durature. Ha anche raccontato di aver sofferto di una "sindrome del divano", convinto di non saper fare altro dopo il successo del programma, ma si è ripreso grazie al teatro.

Sulla rottura con Pamela Camassa, ha ammesso di aver perso l'abitudine di stare da solo. Pur non avendo sofferto per amore, ha vissuto una fase difficile. Ha ringraziato Pamela per aver preso la decisione di lasciarlo, riconoscendo che la loro relazione si era spenta e che non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciarla.

Bisciglia ha confessato che gli manca avere una compagna, immaginando che una partner potrebbe aiutarlo a superare i suoi momenti di difficoltà. Ha accennato a una persona che lo ha fatto sentire vivo dopo la separazione, ma che ora non è più presente nella sua vita.

Avvicinandosi ai 50 anni, che compirà il 24 giugno, ha raccontato i suoi tre tatuaggi: tre stellette sul petto, una vuota, che rappresentano il suo anno di nascita e quello di Pamela. Nonostante le difficoltà, ha ribadito che Pamela resta la sorella che non ha mai avuto, dichiarando che l'unico amore sicuro della sua vita è sua madre.

Fonti