Il 29 settembre il Flamengo ha presentato una petizione al Supremo Tribunal Federal (STF) per sostenere la causa delle case di scommesse contro la proibizione imposta dal governo. La richiesta del club si affianca all'azione legale già avviata dall'Associazione Nazionale di Giochi e Lotterie (ANJL) e dall'Istituto Brasiliano di Gioco Responsabile (IBJR), con l'obiettivo di rovesciare il veto sulle scommesse sportive.
Nella loro petizione, i club difendono il mantenimento delle operazioni delle aziende fino all'esaurimento del dibattito parlamentare sulla Medida Provisória nº 1.394, pubblicata il 25 settembre dal governo federale, che proibisce l'esplorazione, l'offerta, l'intermediazione e la pubblicità delle scommesse online in Brasile. Secondo i club, la fine improvvisa dei finanziamenti derivanti dalle scommesse danneggia soprattutto le modalità sportive che non generano entrate sufficienti per autosostenersi.
Il Flamengo sottolinea che la misura del governo mette a rischio il mercato prima ancora che il Congresso possa discutere il testo. "Quando il Parlamento inizierà a dibattere la MP, non ci sarà più nulla da preservare", sostiene il club. Il club afferma inoltre che la chiusura delle sponsorizzazioni potrebbe forzare la cancellazione di programmi sportivi che si trovano in fase di preparazione per le Olimpíadi del 2028 a Los Angeles.
Il Flamengo segnala inoltre le difficoltà logistiche nel rispettare il termine di dieci giorni per rimuovere marchi e pubblicità, previsto per il 6 ottobre. Secondo il club, la proibizione delle aziende regolate non elimina le scommesse, ma spinge i giocatori verso piattaforme clandestine, prive di controlli di integrità e prevenzione delle frodi. Il club prevede perdite fino a R$ 430 milioni per se stesso e R$ 2,5 miliardi per il calcio nazionale.
Con la richiesta di ingresso nel processo come amicus curiae, il Flamengo diventa il primo club a presentarsi direttamente al STF per discutere la decisione governativa.
Nel frattempo, la Arena Fonte Nova di Salvador ha rimosso il nome "Casa de Apostas" dall'arena, dopo la pubblicazione della Medida Provisória nº 1.394, che proibisce le scommesse online in Brasile. La Fonte Nova è stata la prima arena del paese a firmare un contratto di naming rights con una società di scommesse, nel 2024, per un valore stimato di R$ 13 milioni all'anno. La decisione di rimuovere il nome è stata presa prima della scadenza del termine del 6 ottobre, e ha suscitato reazioni sui social media, dove i torcedores hanno suggerito nuovi nomi per l'arena.
Nel frattempo, le piattaforme di scommesse online hanno iniziato a restituire agli scommettitori circa R$ 1,7 miliardo, come previsto dalla Medida Provisória nº 1.394 del governo federale, che ha proibito le scommesse sportive online in Brasile.