Francesco Guccini è scomparso due mesi fa nella sua casa di Pavana, sull'Appennino tra Modena e Pistoia, a pochi chilometri dalla Toscana. Era nato a Modena e aveva vissuto per oltre cinquant'anni a Bologna, dove è stato sepolto. Aveva 86 anni. La testata Il Resto del Carlino ha dedicato un articolo alla sua memoria, in occasione della presentazione di un libro che raccoglie una sua intervista del 1998.

Il libro si intitola La locomotiva della memoria. L'intervista ritrovata ed è stato pubblicato da Francesco Aliberti sul quotidiano La Libertà. Aliberti aveva incontrato Guccini nel 1998 nella sua casa di Pavana, realizzando una conversazione che spazia tra lingua, dialetti, musica e identità. La prefazione è affidata a Beppe Carletti, storico membro dei Nomadi e collaboratore di Guccini, mentre il volume include contributi di Alessandro Di Nuzzo, Alessandro Scillitani e Stefano Ferrari.

L'intervista restituisce l'immagine di un artista disponibile e gentile, capace di accogliere anche perfetti sconosciuti nella sua casa. La conversazione è stata originariamente pubblicata nella rivista Il Sicomoro. Nelle parole di Aliberti, Guccini ha rappresentato un punto di riferimento nella cultura popolare italiana del dopoguerra, capace di influenzare anche chi non ha vissuto direttamente il periodo storico delle sue canzoni.

La memoria del cantautore emiliano continua a essere celebrata anche in altri eventi e rassegne. Ad Aosta, per esempio, si è tenuta la serata "Canzoni, parole e memoria", con la partecipazione di Juan Carlos Biondini, musicista argentino che ha collaborato con Guccini dal 1976. Intervistato dalla Gazzetta Matin, Biondini ha raccontato il suo rapporto con Guccini, definendolo un "genio incapace di scrivere testi banali", ricordando le loro cene e il loro lavoro insieme.

Guccini era anche un grande lettore e appassionato di storia, oltre che un amante del buon vino. Le sue canzoni nascevano spesso da suggestioni semplici, come una frase ascoltata o un'esperienza vissuta. Con Biondini ha scritto circa quindici canzoni, tra cui "Scirocco", che ha vinto la Targa Tenco.

A Reggio Emilia, invece, è stato proiettato al Teatro San Prospero il documentario Tra la via Emilia e Pavana, diretto da Paolo Rumiz e Alessandro Scillitani, quest'ultimo tra gli autori del libro di Aliberti. Scillitani, intervistato dalla Gazzetta di Reggio, ha raccontato la genesi del progetto, sottolineando come la via Emilia sia una presenza fondamentale nella vita quotidiana delle città che attraversa, pur essendo poco celebrata rispetto ad altre strade storiche.

La musica di Guccini, secondo Biondini, è stata influenzata anche dalla cultura americana e dall'Argentina, grazie alla loro collaborazione. La serata di Aosta ha visto Biondini alternare i racconti a canzoni eseguite dal duo Ricciardi - Pugliese, per rivivere il repertorio di uno dei più importanti cantautori italiani.

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