La vita di Massimo Ranieri, all’anagrafe Giovanni Calone, è una storia che parte da un piccolo appartamento di via del Pallonetto 41 a Napoli, dove sei figli e i genitori condividevano una sola stanza. Un’infanzia povera, dove la musica arrivò quasi per caso, trasformando quel ragazzo in uno degli artisti più amati d’Italia.

Intervistato da Corriere della Sera, Ranieri ha raccontato il periodo più difficile della sua vita, gli anni Cinquanta, quando la sua famiglia viveva con pochissimi soldi: «I soldi non bastavano mai». Le ristrettezze economiche lo hanno costretto a lasciare la scuola dopo la quinta elementare per contribuire al reddito familiare. «Volevo diventare pugile», ricorda, «ma non mi hanno fatto iscrivere in palestra perché ero troppo esile». La sua vita ha preso una svolta quando ha iniziato a cantare a cresime, battesimi e matrimoni, scoprendo un talento che non sapeva di avere.


La sua prima esperienza musicale significativa avvenne grazie a una cliente del parrucchiere per cui lavorava: «Mi chiese di cantare e mi diede una mancia di cento lire». Da quel momento, iniziò a esibirsi nei ristoranti e nelle feste, finché un parrucchiere del quartiere lo portò a fare il suo primo provino a dodici anni. «Mi fecero firmare un contratto e andai a cantare in America», racconta. Il suo primo guadagno importante, 200.000 lire, suscitò una reazione forte nel padre: «Pover’uomo, ebbe un mancamento».


Da allora, Ranieri ha cantato e recitato davanti a milioni di persone, ma non sono mancati i momenti di crisi. «Volevo mollare tutto, stavo male anche se avevo vinto», ammette, ricordando una telefonata con il suo produttore che gli disse: «Senza di me non farai un ca**o nella vita». Oggi, a distanza di anni, Ranieri ha appena pubblicato un nuovo singolo, Il giorno prima, con un video diretto dalla regista Roberta Torre, dimostrando che la sua passione per la musica è ancora viva.


Nel corso della sua carriera, Ranieri ha preso decisioni coraggiose che hanno segnato il suo percorso. Dopo il successo di Rose Rosse, ha scelto di fermarsi e dedicarsi al teatro, nonostante fosse ai vertici delle classifiche. «Nel 1975 lasciai la musica per il teatro, convinto che il mio tempo fosse finito», spiega. La svolta arrivò nel 1988, quando trionfò al Festival di Sanremo con Perdere l’amore, una vittoria che lo riportò al centro della scena musicale.


Nonostante il successo, Ranieri ha sempre mantenuto la sua integrità artistica. Dopo Sanremo, rifiutò una tournée da un miliardo di lire per tornare a teatro, una scelta che suscitò lo sconcerto dei produttori. «Sapevo che il teatro era la mia casa», afferma. Pietro Garinei, uno dei più importanti impresari teatrali italiani, gli disse: «Sai perché ti ho fatto andare? Perché Modugno nel 1958 interruppe le recite proprio di Rinaldo in campo e vinse con Volare».

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