Un sabato notte di violenza ha sconvolto il centro di Mestre, trasformando via Palazzo in un campo di battaglia a cielo aperto. Una rissa tra bande straniere ha infranto il clima di tranquillità che commercianti e residenti stavano cercando di ricostruire, con una scena degna di un film d'azione: bicchieri di plastica lanciati in aria, lampade da tavolo e sedie scagliate contro i rivali, bottiglie spezzate usate come armi e posacenere di vetro trasformati in proiettili.
Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe nato da un trentenne di origine tunisina che, già alterato, avrebbe iniziato a infastidire gli altri avventori dei plateatici ai piedi della torre civica. Dopo aver lanciato bicchieri di plastica e una lampada da tavolo contro un gruppo di cinque ragazzi albanesi, sarebbe stato affrontato da questi ultimi, dando il via a un'escalation di violenza. Il tunisino, tornato in rinforzo con altri otto connazionali, avrebbe preso di mira il gruppo rivale usando anche sedie, bottiglie e posacenere di vetro.
La rissa, durata circa cinque minuti, ha coinvolto i plateatici dei bar della zona, trasformando la strada in uno scenario di devastazione. "Chi sei tu per dirmi di no?", avrebbe gridato l'uomo contro la titolare del bar che cercava di calmarlo, prima di scagliarsi contro gli altri clienti. "Si nascondevano fra le colonne e sono arrivati già con delle bottiglie rotte", raccontano i testimoni.
La violenza ha lasciato il segno anche il giorno dopo. "Stamattina c'era vetro dappertutto e pezzi di posacenere fino al mio plateatico", racconta un esercente della zona, mentre una collega della titolare del locale teatro dell'aggressione difende il lavoro svolto per mantenere un'atmosfera tranquilla. "Non è assolutamente colpa della titolare che ha fatto il possibile per arginare la situazione", sottolinea.
L'episodio arriva a quasi sei mesi dagli ultimi problemi legati a un esercizio commerciale, riaccendendo le preoccupazioni tra i commercianti del centro. "Questa rissa danneggia il nostro impegno a dimostrare che siamo una risorsa per il centro", spiegano i titolari de "Le colonne d'Ercole". "Sto cercando di selezionare la clientela, a costo di incassare di meno", aggiunge la barista aggredita, evidenziando come la sicurezza e la qualità della frequentazione siano diventate prioritarie.
Le forze dell'ordine sono arrivate quando i due gruppi si erano già dileguati, trovando solo cocci e tracce della violenza. La prossima riunione di municipalità con il vicesindaco Francesca Zaccariotto sarà l'occasione per affrontare una situazione che, dopo una lunga tregua, torna a far preoccupare il cuore di Mestre.