Il suo nome e il suo volto sono quelli di una delle donne più amate della televisione italiana. Paola Barale ha attraversato gli ultimi trent’anni di spettacolo trasformando la propria immagine più volte, con una libertà quasi unica nel panorama televisivo italiano. Dai grandi programmi del sabato sera al reality, dalla radio alle fiction, la conduttrice, attrice e showgirl ha sempre seguito la propria idea di bellezza e di femminilità, senza mai lasciarsi ingabbiare da un ruolo.
Oggi, a 59 anni, Paola Barale è il volto della nuova campagna QSTUDIO MAKEUP-RP, accompagnata da una frase che racconta perfettamente il suo percorso: “La bellezza cambia con il tempo. La libertà no.” Una scelta che non è soltanto estetica, ma soprattutto di personalità. Perché Paola Barale ha sempre raccontato la bellezza come un modo di vivere il proprio corpo, il proprio volto e la propria età senza paura del cambiamento.
In questa intervista esclusiva, Paola Barale racconta il suo rapporto con lo specchio, con il trucco e con il tempo che passa. Senza filtri e senza paura di mostrarsi per quello che è oggi, in un mondo dello spettacolo che spesso impone alle donne di fermare il tempo a tutti i costi.
Paola, il claim della campagna che ti vede protagonista dice: “La bellezza cambia con il tempo. La libertà no.” Quanto ti rappresenta questa frase?
“Mi rappresenta molto perché il cambiamento del corpo è inevitabile e non sono mai stata ossessionata dalla bellezza, non mi sono mai sentita bella per cui, per assurdo, il fatto che il mio corpo cambi non è un problema. È un processo normale: si cambia. Prima si nasce, si cresce, si matura e poi si invecchia. Quello che mi interessa invece è la libertà, avere la libertà di essere come si vuole e di fare quello che si vuole, sempre. Questa è l’unica cosa che mi interessa.”
Se chiudi gli occhi e pensi alla parola bellezza, quale immagine ti viene in mente?
“Non mi viene in mente nessuno. Mi viene in mente un fiore, un campo fiorito, un tramonto, un’alba, qualcosa di molto naturale.”
La bellezza è cambiata con te oppure è cambiato il tuo modo di guardarla?
“Devo dire che non è mai stata la mia priorità nella vita. Ho sempre pensato che la bellezza fosse un biglietto da visita che apre delle porte, ma poi bisogna avere delle cose da dire, bisogna essere delle persone che hanno contenuti. Per cui non ho mai prestato molta attenzione alla bellezza in senso estetico.”
Il mondo dello spettacolo mette spesso le donne davanti a un bivio: accettare il tempo che passa oppure provare a fermarlo. Tu come hai vissuto questo rapporto con lo specchio?
“Con lo specchio non ho mai avuto un gran rapporto perché non mi sono mai piaciuta, sinceramente. Per cui non è cambiato niente, continuo a non piacermi come non mi piacevo prima. Anzi, forse quando ero più giovane mi piacevo ancora meno, quindi direi che forse col tempo è cambiato qualcosa: mi piaccio un po’ di più. E poi non mi interessa piacere agli altri, mi interessa piacere a me stessa, è un’altra cosa. E quindi non ci sono mai stati compromessi col tempo che passa.”
Qual è la parte di te che hai imparato ad amare di più crescendo?
“La parte di me che ho imparato ad amare di più crescendo è la mia capacità di essere sempre me stessa, anche in situazioni che non mi appartengono, anche in situazioni dove non mi sento completamente a mio agio. E forse la parte di me che amo di più è il mio cervello.”
Oggi sei protagonista della campagna “Paola: An Icon Story” di QSTUDIO MAKEUP-RP. Quanto conta il make-up nella costruzione della tua immagine?
“Lo è molto e proprio per questo sono sempre stata molto attenta nella scelta dei truccatori, anche per quanto riguarda la televisione, perché sono una persona che ama un trucco naturale. Nonostante abbia fatto delle cose in televisione, per esempio con Costanzo, che mi ha sempre voluto super truccata e super pettinata contro il mio volere... però devo dire che mi sono sempre opposta a certe cose. Sono sempre stata molto contenta di lavorare con truccatori che mi facevano sentire a mio agio, che non mi trasformavano in qualcun altro.”
Quando ti hanno proposto di diventare testimonial di una campagna dedicata alla bellezza, qual è stato il primo pensiero?
“Quando me l’hanno chiesto mi sono emozionata, perché ho 59 anni belli suonati, la mia autostima ha fatto la ola! Mi sono detta: ‘Ma davvero? Ma vogliono proprio me?’ Incredibile. E quindi sono stata molto felice. È stata anche una bellissima esperienza lavorare con questo team fantastico, sono stati tutti carinissimi e mi hanno fatto sentire a mio agio. Mi sono divertita molto.”
Guardando la tua carriera si ha la sensazione che tu abbia sempre scelto di essere libera prima ancora che bella. È stato davvero così?
“Direi di sì. La libertà è la cosa che mi interessa di più in assoluto. Non solo la libertà di fare ciò che voglio, ma anche la libertà di pensiero. La libertà di esprimermi come voglio, la libertà di essere me stessa. Quando ho capito che il mondo della televisione non mi dava più questa libertà ho deciso di uscirne. E questa è stata forse la decisione più importante della mia vita.”
La vera bellezza sta nel sentirsi a posto con se stessi oppure nel non sentirsi obbligati a piacere agli altri?
“Direi la seconda. La vera bellezza sta nel non sentirsi obbligate a piacere agli altri a tutti i costi, ma nell’essere se stesse. Anche perché poi quando uno è se stesso, se è una persona brillante e con contenuti, automaticamente piace anche agli altri.”
Se potessi dare un consiglio alla Paola di vent’anni fa, quale sarebbe?
“Alla Paola di vent’anni fa direi di essere più egoista. Di pensare più a se stessa e meno agli altri. E di fidarsi meno degli uomini.”
E invece quale consiglio vorresti che la Paola di oggi ricordasse fra altri vent’anni?
“Alla Paola di oggi direi di continuare a essere curiosa, di continuare a imparare cose nuove, di continuare a viaggiare e di continuare a divertirsi. Con o senza uomo.”
Con questa campagna dai anche un messaggio molto forte alle donne: la bellezza non appartiene soltanto a chi ha vent’anni. Quanto è importante, secondo te, raccontare oggi un modello di femminilità che non cancelli il tempo ma lo renda parte del proprio fascino?
“È fondamentale. Penso che ogni donna debba sentirsi libera di essere se stessa, di raccontarsi, di mostrarsi per quello che è. Il tempo passa per tutti e non c’è niente di più bello di una donna che accetta il proprio corpo, il proprio viso, le proprie rughe e continua a sentirsi bella. E soprattutto continua a sentirsi libera. Perché la bellezza passa, ma la libertà resta. Ed è questa la cosa più importante.”
E forse è proprio questa la lezione più importante che Paola Barale continua a regalare al pubblico: la bellezza può cambiare con il tempo, ma la libertà di essere se stesse non dovrebbe cambiare mai.
Paola Barale, 59 anni, è una conduttrice, attrice e showgirl italiana. Ha iniziato la carriera televisiva negli anni Ottanta, lavorando come valletta e assistente di Mike Bongiorno. Negli anni successivi è diventata uno dei volti più popolari della televisione italiana, conducendo programmi di successo e partecipando a produzioni televisive, teatrali e cinematografiche. Nel corso della sua carriera ha lavorato al fianco di grandi protagonisti della televisione, tra cui Raimondo Vianello, Sandra Mondaini e Maurizio Costanzo. Negli ultimi anni ha preso parte anche a reality show e programmi televisivi come "The Traitors Italia", dove ha partecipato come concorrente. Attualmente è alla conduzione del programma "Citofonare Rai2", insieme a Paola Perego, in onda la domenica mattina su Rai2.
Paola, il claim della campagna che ti vede protagonista dice: “La bellezza cambia con il tempo. La libertà no.” Quanto ti rappresenta questa frase?
Mi rappresenta molto perché il cambiamento del corpo è inevitabile e non sono mai stata ossessionata dalla bellezza, non mi sono mai sentita bella per cui, per assurdo, il fatto che il mio corpo cambi non è un problema. È un processo normale: si cambia. Prima si nasce, si cresce, si matura e poi si invecchia. Quello che mi interessa invece è la libertà, avere la libertà di essere come si vuole e di fare quello che si vuole, sempre. Questa è l’unica cosa che mi interessa.
Se chiudi gli occhi e pensi alla parola bellezza, quale immagine ti viene in mente?
Non mi viene in mente nessuno. Mi viene in mente un fiore, un campo fiorito, un tramonto, un’alba, qualcosa di molto naturale.
La bellezza è cambiata con te oppure è cambiato il tuo modo di guardarla?
Devo dire che non è mai stata la mia priorità nella vita. Ho sempre pensato che la bellezza fosse un biglietto da visita che apre delle porte, ma poi bisogna avere delle cose da dire, bisogna essere delle persone che hanno contenuti. Per cui non ho mai prestato molta attenzione alla bellezza in senso estetico.
Il mondo dello spettacolo mette spesso le donne davanti a un bivio: accettare il tempo che passa oppure provare a fermarlo. Tu come hai vissuto questo rapporto con lo specchio?
Con lo specchio non ho mai avuto un gran rapporto perché non mi sono mai piaciuta, sinceramente. Per cui non è cambiato niente, continuo a non piacermi come non mi piacevo prima. Anzi, forse quando ero più giovane mi piacevo ancora meno, quindi direi che forse col tempo è cambiato qualcosa: mi piaccio un po’ di più. E poi non mi interessa piacere agli altri, mi interessa piacere a me stessa, è un’altra cosa. E quindi non ci sono mai stati compromessi col tempo che passa.
Qual è la parte di te che hai imparato ad amare di più crescendo?
La parte di me che ho imparato ad amare di più crescendo è la mia capacità di essere sempre me stessa, anche in situazioni che non mi appartengono, anche in situazioni dove non mi sento completamente a mio agio. E forse la parte di me che amo di più è il mio cervello.
Oggi sei protagonista della campagna “Paola: An Icon Story” di QSTUDIO MAKEUP-RP. Quanto conta il make-up nella costruzione della tua immagine?
Lo è molto e proprio per questo sono sempre stata molto attenta nella scelta dei truccatori, anche per quanto riguarda la televisione, perché sono una persona che ama un trucco naturale. Nonostante abbia fatto delle cose in televisione, per esempio con Costanzo, che mi ha sempre voluto super truccata e super pettinata contro il mio volere... però devo dire che mi sono sempre opposta a certe cose. Sono sempre stata molto contenta di lavorare con truccatori che mi facevano sentire a mio agio, che non mi trasformavano in qualcun altro.
Quando ti hanno proposto di diventare testimonial di una campagna dedicata alla bellezza, qual è stato il primo pensiero?
Quando me l’hanno chiesto mi sono emozionata, perché ho 59 anni belli suonati, la mia autostima ha fatto la ola! Mi sono detta: ‘Ma davvero? Ma vogliono proprio me?’ Incredibile. E quindi sono stata molto felice. È stata anche una bellissima esperienza lavorare con questo team fantastico, sono stati tutti carinissimi e mi hanno fatto sentire a mio agio. Mi sono divertita molto.
Guardando la tua carriera si ha la sensazione che tu abbia sempre scelto di essere libera prima ancora che bella. È stato davvero così?
Direi di sì. La libertà è la cosa che mi interessa di più in assoluto. Non solo
Fonti
- Vanity Fair Italia: Paola Barale: «La bellezza cambia con il tempo, la libertà no. In amore ho smesso di credere a Babbo Natale, ma non ho appeso il cappello al chiodo»
- DiLei: Paola Barale: “La vera bellezza sta nel non sentirsi obbligate a piacere agli altri a tutti i costi”
- Fashion Times: Paola Barale verso i 60 anni: «Quando me l’hanno chiesto mi sono emozionata»