Si chiama Dorina Giangrande ed è la prima moglie di Pino Daniele, la donna che lo ha accompagnato nei suoi primi passi nel mondo della musica e che ha creduto nel suo talento prima ancora che il suo nome diventasse uno dei simboli della canzone italiana. Al Vomero, dove entrambi sono cresciuti, Dorina e Pino formavano una delle coppie più conosciute del quartiere negli anni Settanta. Ma il loro rapporto è stato molto più di una semplice storia d’amore: Dorina ha avuto un ruolo fondamentale nel convincere Pino a inseguire il suo sogno, spingendolo a investire nella musica quando lui era ancora titubante di fronte all’idea di lasciare un lavoro più sicuro.

“Fai quello che ti piace”, gli disse, mentre lui era indeciso se accettare un impiego con Alitalia. Fu il consiglio giusto: Pino scelse la chitarra. Dorina, nel frattempo, iniziò a lavorare come corista nelle sue prime incisioni, contribuendo a costruire quel sound che avrebbe poi caratterizzato il cantautore napoletano. La loro storia inizia a metà degli anni Settanta, quando Pino era ancora un chitarrista semi-sconosciuto. Il momento della svolta arriva nell’aprile del 1976, quando il giovane musicista si presenta a casa del batterista Rosario Jermano e suona Space Oddity di David Bowie davanti a Dorina: tra i due nasce un’intesa immediata.

In quell’ambiente, Pino trova anche i collaboratori che lo accompagneranno nei primi anni della sua carriera, come il sassofonista Enzo Avitabile e il bassista Rino Zurzolo. Il 28 aprile 1976, accompagnato proprio da Dorina, Daniele viene presentato alla Emi, che decide di puntare su di lui. Da lì in poi tutto accade molto rapidamente: già nel giugno di quello stesso anno esce il suo primo singolo, Ca calore/Fortunato. L’anno successivo, il 14 settembre 1977, Dorina e Pino si sposano. Dal loro matrimonio nascono due figli, Alessandro e Cristina. La loro unione, però, non dura per sempre. Dopo alcuni anni, i due prendono strade diverse.

“Ricordo il giorno in cui lui me lo disse... se non andavano più d’accordo quella era la scelta migliore”, ha raccontato il figlio, ricordando la separazione dei genitori. Questa parte della vita di Pino Daniele torna ora sotto i riflettori grazie al film Je so’ pazzo, diretto da Nicola Prosatore, che racconta la storia del cantautore dagli anni dell’infanzia fino alla consacrazione artistica, culminando con il concerto del 1981 davanti a circa 200.000 persone.

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