La cerimonia di conclusione del festival Pordenonelegge, prevista per la serata odierna al Teatro Verdi, vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto durante la giornata di oggi per omaggiare il festival e i suoi significati culturali e politici. Sul palco, insieme al Capo dello Stato, si esibirà il trio Il Volo, con una performance musicale che costituirà l’evento di chiusura della manifestazione.

Per consentire alla cittadinanza di seguire l’evento, sono stati installati appositi maxischermi nel centro cittadino. Le postazioni allestite sono le seguenti: Piazza XX Settembre, Piazza Cavour/Via Mazzini, Largo San Giorgio, Piazza della Motta.

Il concerto del Volo

L’evento di chiusura del festival vedrà la partecipazione del trio Il Volo, composto da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble. L’esibizione proporrà un repertorio che combina generi musicali diversi, dal belcanto alla canzone italiana, con arrangiamenti originali, momenti di improvvisazione e assoli, in un dialogo musicale tra la tradizione italiana e le forme contemporanee di spettacolo.

Il concerto sarà aperto dall’esecuzione dell’Inno d’Italia, mentre l’accompagnamento orchestrale sarà affidato alla Zenith Orchestra, diretta dal M° Edmondo Mosè Savio.

L’iniziativa è a cura di Fondazione Pordenonelegge.it, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, e si inserisce in un percorso di eventi culturali che anticipano il progetto di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della città come luogo di produzione culturale e artistica.

Il programma del festival

La XXVII edizione di Pordenonelegge si è aperta con un forte richiamo alla libertà di espressione e alla resistenza culturale. L’idea di fondo è quella di trasformare la manifestazione in una “festa del libro e della libertà”, come spiegato dal presidente della Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, che ha sottolineato l’intenzione di dare un segnale chiaro in un contesto internazionale caratterizzato da censura e repressione.

Il festival è stato inaugurato dallo scrittore Salman Rushdie, simbolo della censura e della resistenza culturale, che ha espresso gratitudine per essere stato scelto come ospite inaugurale di una manifestazione dedicata alla libertà di espressione. Rushdie ha ribadito l’importanza della cultura e della letteratura come strumenti di resistenza contro la repressione, sottolineando il valore della parola e della verità.

La presenza di Rushdie ha segnato un momento significativo per il festival, con un pubblico ampio e coinvolto. Durante l’incontro, lo scrittore ha affrontato temi come la libertà di espressione, la censura, la violenza e la resistenza culturale, ricordando anche esperienze personali legate alla persecuzione e alla repressione.

Rushdie ha ribadito l’importanza della solidarietà tra scrittori e intellettuali, ricordando come il sostegno reciproco sia fondamentale per contrastare la censura e la repressione. Ha inoltre sottolineato il ruolo della cultura nella difesa della libertà e della democrazia, invitando il pubblico a non perdere la speranza e a continuare a resistere attraverso la parola e la cultura.

Nel corso della sua partecipazione, Rushdie ha ricevuto il riconoscimento di “Ambassador of Freedom” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un gesto simbolico che rafforza il messaggio del festival e il suo impegno a favore della libertà di espressione.

Il programma del festival si articola tra il cuore della città e l’area dell’ex Caserma Martelli, dove è stata allestita la Dissensio Arena, uno spazio dedicato a chi è perseguitato per le proprie opere e opinioni. La rassegna si svolge in un contesto internazionale segnato da conflitti e repressioni, con un focus particolare sulla libertà di espressione e sulla resistenza culturale.

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