Riccardo Magrini, telecronista di ciclismo, ha raccontato nei dettagli l'arresto cardiaco che lo colpì nel 2017 negli studi di Sky, durante un giorno di riposo della Vuelta, in un'intervista a Rai2.

«Ebbi un infarto a Sky, crollai a terra. Rizzica mi salvò e ci provò anche Guido Meda, ma con lui la mia pelle diventava grigia. Giovanni Bruno mi aveva chiamato per commentare la corsa, era un giorno di riposo alla Vuelta. Avevo già avuto due piccoli infarti prima di quel momento, un po’ di responsabilità è anche mia: avevo smesso di andare in bicicletta con la frequenza di un tempo, la mia vita era diventata sedentaria e avevo preso peso».

Il giornalista ha spiegato che durante l'emergenza fu Lucio Rizzica a praticargli le manovre di primo soccorso, grazie ai corsi organizzati da Sky. Fondamentale anche la presenza di un defibrillatore negli studi: Magrini rimase senza attività cardiaca per quasi quattro minuti.

Dopo l'arresto fu ricoverato al San Raffaele e sottoposto a coma indotto, con l'impianto di un defibrillatore. «Oggi, a distanza di nove anni, posso raccontare quello che mi è successo, ho perso peso, sono tornato a pedalare e continuo a lavorare per Eurosport», ha dichiarato.

Durante i soccorsi, l'ambulanza tardò ad arrivare a causa del traffico. Magrini ha ricordato con una battuta il tentativo di Guido Meda di sostituire Rizzica nelle manovre, sostenendo ironicamente che in quel momento il suo colorito peggiorava, passando «dal roseo al grigio».

Il telecronista ha descritto l'esperienza come un punto di svolta, che lo ha portato a rivedere profondamente le proprie abitudini di vita. Ha iniziato a utilizzare una bicicletta a pedalata assistita e a rifiutare offerte, come quella della Rai, per evitare lo stress degli spostamenti.

Fonti