Il 2 ottobre 2026, al Teatro Brancaccio di Roma, Roberto Vecchioni ha dichiarato: "È forse l’ultima volta che canto perché per tanti mesi non potrò farlo, statemi vicino", come riportato da Il Messaggero nell'articolo di Cinzia Marongiu. Ha descritto il concerto come una serata speciale, con toni di addio alle scene. In precedenza, Vecchioni aveva annullato un concerto a marzo 2026 per problemi di salute.
Durante la serata ha condiviso un aneddoto sulla sua esperienza in ospedale: "Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: 'Sto per morire?'. E lei: 'Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire'. Al che io ho sbottato: 'Bella risposta del ca…o!'". Ha poi raccontato di aver tenuto un altro concerto a Milano prima di quello di Roma, dove ha invitato il personale del Fatebenefratelli, tra cui cardiologi.
Vecchioni ha commentato anche la situazione attuale: "Vi rendete conto che viviamo in un’epoca in cui ci sono contemporaneamente Trump e Putin?". Ha dedicato una parte del concerto all'amico Francesco Guccini, parlando anche del dolore per la perdita del figlio Arrigo e dell'impegno della Fondazione Vecchioni nella lotta contro le malattie mentali. Ha affermato: "Nostro figlio mi diceva 'mamma, mi vergogno'. Ecco questo non deve più accadere". Durante il concerto ha eseguito canzoni come "Chiamami ancora amore", "Luci a San Siro" e "Samarcanda".
Il riferimento all'annullamento del concerto a Salerno risale a marzo 2026, come riportato dall'ANSA, quando Vecchioni avrebbe dovuto esibirsi al Premio Charlot ma ha annullato per motivi di salute. Durante l'evento è stato premiato Ciro Raimo, vincitore del Premio Charlot Giovani.