Roberto Vecchioni, 83 anni, è tornato sul palco del Teatro Brancaccio di Roma il 2 ottobre 2026, segnando il suo ritorno alle esibizioni dal vivo dopo un periodo di convalescenza seguito a un infarto. Durante lo spettacolo, il cantautore ha raccontato ai presenti i gravi problemi di salute affrontati nei mesi precedenti e le difficoltà incontrate durante la fase di recupero.

Il concerto romano, inizialmente previsto per il 6 marzo 2026 e successivamente rinviato a fine settembre per motivi di salute dell’artista, arriva dopo mesi complessi per Vecchioni. Nel corso della serata, il cantautore ha parlato apertamente del periodo trascorso in ospedale, ricordando come proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto esibirsi fosse ricoverato e intubato: “Quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola”.

Vecchioni ha raccontato anche le difficoltà vissute durante il ricovero e la paura provata in quei momenti. “A un’infermiera un giorno ho chiesto: ‘Sto per morire?’. Lei mi ha risposto: ‘No, ma non puoi cantare’”, ha raccontato dal palco. Un’affermazione che, ha spiegato, lo aveva profondamente colpito, spingendolo a riflettere sulla possibilità di non poter più tornare a esibirsi.

Nel corso della serata, il cantautore ha ripercorso anche altre vicende personali legate alla salute, parlando dei due tumori affrontati in passato, tra cui un tumore alla prostata, e delle terapie che lo hanno costretto a sospendere temporaneamente la propria attività artistica.

Nonostante le difficoltà, Vecchioni ha sottolineato più volte la propria determinazione a continuare a cantare. “Qualche acciacco alla mia età posso permettermelo, ma non preoccupatevi, continuerò a cantare”, ha dichiarato dal palco, spiegando di aver voluto fortemente essere presente al concerto romano dopo il lungo periodo di assenza dalle scene.

Il ritorno al Brancaccio rappresenta una delle prime esibizioni dell’artista dopo l’infarto che lo aveva colpito nei mesi scorsi e che lo aveva costretto a rinviare diversi appuntamenti dal vivo. Già nei mesi precedenti Vecchioni aveva raccontato ai fan il momento difficile vissuto, spiegando di essere stato ricoverato e di aver dovuto affrontare un lungo periodo di convalescenza.

Il 23 settembre 2026, a Milano, Vecchioni aveva tenuto un concerto invitando sul palco anche l’équipe medica che lo aveva seguito durante il ricovero, ringraziandola pubblicamente per le cure ricevute. Il 25 settembre, invece, era stato costretto ad annullare il concerto previsto al Teatro Verdi di Salerno per motivi di salute, spiegando ai fan che non si trattava di un ritiro dalle scene ma di uno stop temporaneo necessario per completare il recupero.

“Statemi vicino, per molti mesi non potrò cantare”, aveva scritto in quell’occasione sui social, rassicurando però il pubblico sulla volontà di tornare presto sul palco. “Non è un addio. Non mi arrendo. Tornerò più forte di prima”, aveva aggiunto.

Durante lo spettacolo romano, il cantautore ha ribadito questa determinazione, raccontando anche alcuni episodi legati alla propria permanenza in ospedale e ricordando come, nonostante le difficoltà respiratorie e il lungo periodo di riabilitazione, la volontà di tornare a esibirsi sia rimasta sempre forte.

Vecchioni, oltre che cantautore, è conosciuto anche per la sua attività di paroliere, scrittore, poeta e insegnante. Nel corso della sua carriera ha attraversato diversi generi musicali, dalla canzone d’autore alla musica popolare, fino a sperimentare forme vicine alla musica leggera e alla canzone pop. Tra i suoi successi più noti figurano brani come “Samarcanda”, “Luci a San Siro”, “Chiamami ancora amore” e “Stranamore (Pure questo è amore)”.

Nel 2026, il cantautore aveva dovuto affrontare diverse vicende legate alla propria salute. Dopo un primo problema cardiaco, aveva raccontato di essere stato vittima di un infarto e di aver trascorso un lungo periodo tra terapia intensiva e riabilitazione. In seguito aveva annunciato la necessità di sospendere temporaneamente l’attività live per sottoporsi a una terapia farmacologica dopo la scoperta di un tumore.

Negli ultimi mesi aveva spiegato di aver dovuto rinviare alcuni concerti anche per completare il ciclo di cure. Ad agosto 2026 era tornato a parlare pubblicamente delle proprie condizioni, raccontando ai fan il percorso di recupero e l’intenzione di tornare sul palco appena possibile.

Proprio in quei giorni aveva pubblicato un messaggio su Instagram nel quale raccontava il momento difficile vissuto. “Sono in ospedale da settimane, ho avuto un infarto”, aveva scritto, spiegando di essere stato ricoverato in terapia intensiva e successivamente trasferito in riabilitazione. Nel messaggio aveva ringraziato i medici e il personale sanitario che lo avevano assistito, spiegando di sentirsi fortunato per essere ancora vivo e per aver trovato persone capaci di prendersi cura di lui.

Il ritorno al Teatro Brancaccio ha segnato così una nuova tappa del percorso dell’artista dopo i mesi di convalescenza. Sul palco, Vecchioni ha voluto condividere con il pubblico anche le emozioni legate a quei momenti, raccontando la paura, le difficoltà e la voglia di riprendere a cantare.

“Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo”, ha dichiarato davanti agli spettatori, spiegando di aver voluto fortemente essere presente a Roma nonostante le difficoltà affrontate nei mesi precedenti.

Nel corso della serata non sono mancate anche alcune battute e riferimenti all’attualità. Vecchioni ha commentato, tra le altre cose, il conferimento di un premio alla cultura a Vanna Marchi e Stefania Nobile, facendo ironia sulla notizia e raccontando alcuni episodi legati alla propria carriera televisiva. Durante il concerto ha inoltre dedicato un pensiero all’amico Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026.

Il concerto romano rappresenta quindi uno dei primi appuntamenti del ritorno live dell’artista dopo i problemi di salute affrontati negli ultimi mesi. Vecchioni ha più volte ribadito la propria intenzione di continuare a esibirsi, spiegando al pubblico di voler proseguire l’attività artistica nonostante le difficoltà incontrate nel percorso di recupero.

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