Tre storie di sacerdoti italiani emergono in questi giorni, tra trasferimenti, nuovi incarichi e lutti che colpiscono le comunità parrocchiali. Episodi che raccontano l’impegno quotidiano di chi guida le parrocchie, spesso lontano dai riflettori, ma profondamente legato alle vicende dei territori che accompagna.
Don Carmelo Rizzo lascia Lampedusa dopo cinque anni
È tempo di saluti per Don Carmelo Rizzo, parroco della comunità parrocchiale di San Gerlando a Lampedusa, che dopo cinque anni lascia l’isola per assumere l’incarico di parroco della chiesa Sant’Antonio di Padova a Palma di Montechiaro.
Un trasferimento che arriva mentre a Lampedusa si susseguono gli sbarchi di migranti. In un’intervista a LampedusaToday, Don Carmelo ha raccontato come l’esperienza sull’isola abbia segnato profondamente il suo ministero pastorale: “Vedere gente che può morire di sete per la mancanza di un bicchiere d’acqua fa capire molte cose”.
Il sacerdote ha ricordato anche il suo arrivo a Lampedusa nel 2018, quando la parrocchia commemorava le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013. Nella stessa settimana, secondo i dati riportati da Il Riformista, sono sbarcati sull’isola circa 12.000 migranti.
“La comunità è stata abbastanza accogliente e mi sono trovato in prima linea ad affrontare tantissimi problemi”, ha raccontato Don Carmelo, ricordando anche le difficoltà vissute nel periodo post Covid, quando le restrizioni limitavano i contatti con i migranti: “Una carezza, un bicchiere d'acqua, un sorriso, chiedere il nome... per chi attraversa quello che hanno fatto i nostri fratelli migranti, anche con torture, vedere morti...”.
Durante il suo mandato, Don Carmelo ha avuto anche l’opportunità di accogliere due Pontefici sull’isola: Papa Francesco nel 2013 e Papa Leone XIV nel luglio 2026. “L’attenzione dei due Pontefici per questa isola è un privilegio”, ha dichiarato, sottolineando come la presenza papale abbia contribuito a mantenere alta l’attenzione sul dramma dei migranti.
La morte di Don Vittorino Ghenda a Racchiuso e Porzus
Un’altra vicenda riguarda invece la morte di Don Vittorino Ghenda, parroco di Racchiuso, scomparso all’età di 87 anni nella giornata del 1° ottobre presso l’ospedale a San Daniele del Friuli, dopo 62 anni di sacerdozio.
Ricordato come un sacerdote di “animo determinato, particolarmente devoto a Maria”, Don Vittorino era nato a Racchiuso e lì aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita, dopo aver dedicato il suo ministero a diverse parrocchie della provincia di Udine.
Il feretro arriverà il pomeriggio del 4 ottobre nella chiesa parrocchiale di Racchiuso, dove sarà esposto fino a sera, prima di essere traslato ad Attimis per il Santo Rosario e le esequie.
Don Ghenda aveva prestato servizio come vicario cooperatore nella parrocchia di San Giuseppe a Udine, quindi a Talmassons, Pradamano, Ziracco e Carlino, prima di diventare parroco ad Artegna. Successivamente aveva guidato la parrocchia di Racchiuso, assumendo in seguito anche quelle di Taipana e Monteaperta.
Negli ultimi anni aveva organizzato eventi estivi al Santuario della Madone de Sesule, mantenendo vivo il legame con la comunità locale.
La scomparsa improvvisa di Don Paolo Gerardi a Piasco e Rossana
Un grave lutto ha colpito anche la diocesi di Saluzzo, dove è scomparso improvvisamente Don Paolo Gerardi, parroco di Piasco e Rossana, all’età di 69 anni. Il sacerdote, con 43 anni di sacerdozio alle spalle, aveva guidato la comunità piaschese per oltre vent’anni.
Ordinato nel novembre del 1982, Don Paolo era stato parroco a Lemma e Costigliole Saluzzo, docente al Seminario interdiocesano di Fossano e rettore del santuario di Madonna della Provvidenza a Valmala, prima di assumere la guida delle parrocchie di Piasco e Rossana.
La scomparsa ha suscitato profonda commozione tra i fedeli e le autorità locali, che lo hanno ricordato come esempio di fede autentica e di grande umanità. I funerali sono stati celebrati il 2 ottobre alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Piasco.
Tre storie diverse, ma accomunate dalla stessa vocazione: quella di accompagnare le comunità nei momenti più difficili, tra accoglienza, fede e servizio pastorale.