Un uomo di origine marocchina, tra i sessanta e sessantadue anni, si è rivolto al sindaco di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, chiedendo aiuto per trovare una casa e un lavoro. Viveva in Italia da dodici anni, ma da due era rimasto senza permesso di soggiorno. La sua situazione era diventata difficile: senza casa, senza lavoro, aveva vissuto ai margini della società, dormendo spesso all’aperto o in sistemazioni di fortuna. Negli anni aveva anche avuto problemi con la legge, con diverse segnalazioni per furti e comportamenti problematici.
Il sindaco Stefano Soldan ha deciso di affrontare la situazione in modo diretto. Invece di cercare una nuova sistemazione sul territorio, ha proposto all’uomo di pagargli il volo di ritorno in Marocco. “Ne abbiamo parlato, era la soluzione migliore”, ha spiegato il primo cittadino. Il biglietto, acquistato con fondi comunali, è costato circa 170 euro, poco più di 250 euro considerando anche treno e altre spese.
L’intervento è stato gestito insieme ai servizi sociali e alle forze dell’ordine. In quattro giorni è stato preparato il viaggio e l’uomo è stato accompagnato in aeroporto dalla polizia locale. Inizialmente riluttante a lasciare l’Italia, alla fine ha accettato la proposta ed è tornato in Marocco.
Il sindaco ha spiegato che, dopo dodici anni in Italia senza aver trovato una stabilità, la situazione era diventata insostenibile sia per l’uomo sia per la comunità: “Non è dignitoso che una persona senza casa né lavoro continui a gravare sulla comunità”. L’episodio ha riacceso il dibattito sull’integrazione degli stranieri in Italia e sulle politiche di “remigrazione” sempre più al centro dell’attenzione.
Fonti
- Corriere del Veneto: Non trova casa e lavoro, il Comune di Pieve di Soligo gli paga il volo per tornare in Marocco: «Ne abbiamo parlato, era la soluzione migliore»
- TrevisoToday: Senza casa, né lavoro: Pieve di Soligo gli paga il volo per tornare in Marocco
- Qdpnews: Senza lavoro, il Comune paga il biglietto aereo e lo "rimpatria". Soldan: "Scelta volontaria, frutto di dialogo"