La star americana Susan Sarandon, impegnata da anni nella difesa dei diritti umani, ha incontrato oggi, 13 ottobre 2026, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte e l'Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato, come riportato da Tgcom24. L'incontro si è svolto a The Space Cinema, in Piazza della Repubblica, in occasione della Festa del Cinema di Roma, dove Sarandon è ospite d'onore.

La conversazione tra l'attrice e Schlein si è concentrata sulla situazione a Gaza e sulla necessità di mantenere alta l'attenzione e la solidarietà alla Palestina. "È importante non lasciare che questa situazione venga normalizzata," ha dichiarato Sarandon. Schlein ha ricordato la grande manifestazione dell'anno precedente, che ha visto la partecipazione di 300 mila persone per esprimere solidarietà a Gaza e chiedere la fine dell'occupazione della Cisgiordania. L'incontro è stato caratterizzato da un clima disteso, con foto di rito, sorrisi e una partecipazione calorosa del pubblico.

Sarandon ha poi raccontato il suo recente arresto a New York, avvenuto il 25 settembre 2026, durante un sit-in di protesta contro il leader israeliano Benjamin Netanyahu. L'attrice ha ricevuto il Womenlands Excellence Award 2026 durante l'evento, sottolineando l'importanza di non lasciare che le ingiustizie vengano normalizzate e di mantenere alta la voce della solidarietà.

Il film di apertura del festival, "The Accompanist", di cui Sarandon è protagonista, segna il suo ritorno a un ruolo da protagonista dopo un decennio. Nel film, interpreta una concertista di fama mondiale che accetta di accompagnare al pianoforte una giovane cantante classica, in un'opera che esplora la tensione generazionale e il rapporto tra esperienza e futuro.

Sarandon ha commentato la situazione politica americana, affermando che "gli Stati Uniti sono ostaggio del maschilismo tossico," riferendosi all'atteggiamento di alcuni leader politici, tra cui il presidente Joe Biden. Ha sottolineato come questo atteggiamento sia diventato sempre più evidente negli anni, ricordando che i suoi figli, attivisti come lei, hanno subito aggressioni fisiche a causa delle loro posizioni.

L'attrice ha anche raccontato le conseguenze professionali delle sue posizioni politiche, tra cui la perdita della sua agenzia, la UTA, e l'ostracismo subito dopo il suo arresto. Ha spiegato che, nonostante la difficoltà nel trovare lavoro, la sua carriera è stata sostenuta da amici solidali, come il regista di "The Accompanist", Zach Woods, che ha descritto il suo esordio alla regia come "impellente come la pipì," una necessità non procrastinabile.

Sarandon ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza, sottolineando l'importanza di affrontare le ingiustizie con determinazione e fiducia nelle nuove generazioni, che stanno già lavorando per realizzare un cambiamento concreto.

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