Arriva in prima visione assoluta mercoledì 14 ottobre 2026 su Rai 4 The Substance, il body-horror della regista francese Coralie Fargeat che ha stregato il pubblico internazionale e consacrato Demi Moore in una delle sue interpretazioni più intense e disturbanti. Un film che unisce brividi, critica sociale e una riflessione feroce sull’ossessione contemporanea per la perfezione estetica.
La trama di The Substance
La storia segue Elisabeth Sparkle, una star del cinema e della TV ormai in declino, interpretata da una straordinaria Demi Moore. Disposta a tutto pur di non invecchiare, la donna si sottopone a un misterioso trattamento miracoloso chiamato “The Substance”, un siero capace di ringiovanire il corpo e riportare indietro il tempo. Ma la sostanza non si limita a questo: crea una versione più giovane di Elisabeth, costringendo la protagonista a confrontarsi con una nuova sé stessa in un processo che sfugge rapidamente al controllo, trasformando il sogno di eterna giovinezza in un incubo. Al suo fianco una bravissima Margaret Qualley (Sue) e Dennis Quaid nel ruolo del produttore televisivo di Elisabeth.
Un horror che mette a nudo l’ossessione per la perfezione
Più che un film sull’invecchiamento, The Substance è una critica alla pressione sociale che spinge a rincorrere una bellezza impossibile. La regista Coralie Fargeat usa il corpo della protagonista come specchio di una società ossessionata dall’apparenza, trasformando l’orrore estetico in una vera tragedia umana. Un film che non si limita a spaventare, ma che invita a riflettere sui meccanismi perversi del mondo dello spettacolo.
Un cast stellare e un successo internazionale
The Substance è stato presentato al Festival di Cannes, dove ha ricevuto 13 minuti di applausi e il Prix du scénario, ed è stato osannato dalla critica come uno dei migliori horror dell’anno. Il film ha vinto l’Oscar per il miglior trucco e acconciatura ed è stato candidato a 5 Oscar, tra cui una nomination per Demi Moore, che torna protagonista sul grande schermo in un ruolo che mette alla prova la sua fisicità e la sua capacità interpretativa come mai prima d’ora.
Coralie Fargeat riesce a combinare gli elementi del genere horror con una riflessione complessa sulla condizione femminile, utilizzando il corpo stesso della protagonista come veicolo narrativo. Un film che non lascia indifferenti e che, attraverso un linguaggio visivo potente e disturbante, invita lo spettatore a interrogarsi sul prezzo della perfezione e sul valore dell’identità.
Come sottolineato dalla stessa regista nella nota ufficiale: "Invita dunque lo spettatore a non guardare dall’alto e giudicare qualcosa di estraneo, ma a fare i conti con se stesso."