Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale (Fn), ha attaccato il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, affermando che "chi ha gusti invertiti" non dovrebbe avere il "patentino per sparare corbellerie più grosse". La dichiarazione ha sollevato una polemica immediata, con il Consiglio di Amministrazione della Rai che ha definito le parole "inaccettabili" e "offensive e discriminatori", ribadendo il principio di uguaglianza e il diritto a un confronto civile e istituzionale.

Cerno ha risposto su X, sostenendo che Vannacci lo insulta perché non regge un confronto nel merito e che "la protezione viene dalla libertà". Il giornalista ha anche criticato l'uso dell'orientamento sessuale per delegittimare una persona, definendolo un segno di debolezza. Vannacci ha invece accusato Cerno di "inventarsi" che Futuro Nazionale voglia impedire agli omosessuali di comparire in tv, ribadendo che il partito parla di "protezione dei bambini" e che non deve esserci "propaganda gender" a scuola e in tv.

Il Cda Rai ha espresso solidarietà a Cerno e ha richiamato Vannacci al rispetto del ruolo di senatore, sottolineando che il dibattito democratico non può degenerare in insulti personali. Anche Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha condannato le affermazioni, sostenendo che il confronto politico non può scadere in attacchi personali. Solidarietà è arrivata anche da diverse figure politiche, tra cui Della Vedova (+Europa), Marco Rizzo, Stefania Craxi, Michaela Biancofiore e Ilaria Cavo (Noi Moderati), che hanno evidenziato la necessità di un dibattito rispettoso e hanno condannato le affermazioni di Vannacci come discriminatorie e inaccettabili.

In risposta alle critiche, Vannacci ha citato il latino: "De gustibus non est disputandum", sostenendo che il termine "invertito" non implica discriminazione, ma definisce una condizione rispetto alla "normalità della condizione umana". Ha inoltre ribadito che Fn non vuole impedire la presenza degli omosessuali in tv, ma che i bambini devono essere protetti da propaganda e contenuti inadatti, sostenendo che la protezione dei minori deve prevalere sulle richieste di una "lobby" che, a suo avviso, vuole imporre la propria visione a tutti.

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