Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, ha pubblicato su Facebook una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria al ministero per i Rapporti con il Parlamento e membro di Forza Italia. L'immagine, presa dal profilo Instagram della politica, mostrava una scollatura molto più profonda rispetto all'originale. Vannacci ha utilizzato la foto per screditare il partito in vista delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre 2026 nel collegio uninominale di Reggio Calabria, necessarie per assegnare un seggio alla Camera lasciato libero dall'ex deputato Francesco Cannizzaro, dimessosi dopo essere stato eletto sindaco. Nel post, Vannacci ha invitato i suoi sostenitori a non votare Forza Italia e ha chiesto il sostegno per il suo partito.

La reazione di Siracusano

La parlamentare ha espresso incredulità per l'uso della sua immagine, definendo la scelta "perversa e squallida", aggiungendo che non aveva mai avuto intenzione di candidarsi a Reggio Calabria. Ha annunciato di aver già avviato una querela contro Vannacci, sottolineando che "chi ha bisogno di un software per svestire una donna ha già perso".

Le reazioni del mondo politico

Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, compagno di Siracusano, ha commentato che chi usa software per modificare il corpo di una donna per fare politica "ha già perso". Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà, definendo l'attacco "volgare e inaccettabile". La segretaria di Noi Moderati Mara Carfagna ha descritto il post di Vannacci come "un'aggressione intollerabile e un atto di bullismo sessista senza precedenti nella nostra politica", condannando l'uso della politica come veicolo di odio e violenza.

La posizione di Vannacci

Vannacci ha risposto alle critiche attaccando l'AI Act dell'Unione Europea, il regolamento europeo che disciplina l'intelligenza artificiale e l'uso di contenuti generati artificialmente, sostenendo che le critiche al suo post dimostrerebbero che la norma non funziona.

L'intervista con Le Iene

Durante un'intervista con Le Iene, Vannacci ha negato di essere responsabile della modifica della foto, sostenendo che l'immagine era già pubblica e che lui l'aveva solo ripostata. Alla domanda "Lei ha modificato quella foto, sì o no?", il generale ha risposto: "Quella foto è stata modificata da qualcun altro e non da me".

Il dibattito sui deep fake

Il caso ha riacceso il dibattito sull'uso di immagini modificate e deep fake in politica, sollevando interrogativi sulla necessità di regole più severe e trasparenza nell'uso di contenuti digitali manipolati.

Fonti