"Ho due figli, non voglio morire". È il grido disperato di Smit Machchhar, il pilota indiano del volo FlyDubai FZ1073 partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, che mercoledì è stato dirottato in Arabia Saudita dopo che il copilota omanita ha aggredito con un coltello il comandante e cercato di far precipitare l'aereo con 174 persone a bordo, come riporta Fanpage.

Secondo quanto riferito dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il copilota era stato "radicalizzato" e, dopo essere stato immobilizzato dai passeggeri, ha gridato "uccidetemi". Gli Emirati hanno aperto un'indagine formale per verificare se l'aggressione sia legata ad attività terroristiche.

Il copilota, un cittadino omanita di 38 anni, è stato fermato in Arabia Saudita. Netanyahu ha spiegato che l'uomo avrebbe subito un indottrinamento islamista radicale nell'ultimo anno e che esistono sospetti di legami con l'Iran, pur precisando che al momento non ci sono prove definitive.

Il premier israeliano ha anche sottolineato come il caso sollevi interrogativi sulle procedure di controllo dei piloti e sul fatto che un cittadino omanita fosse ai comandi di un volo diretto in Israele, considerata la sensibilità del contesto di sicurezza.

Machchhar, originario di Mumbai, ha tentato di fermare l'aggressore e ha aperto la porta rinforzata della cabina di pilotaggio per consentire l'intervento dei passeggeri. Tre israeliani hanno immobilizzato il copilota dopo che l'uomo aveva accoltellato più volte il comandante e messo il velivolo in picchiata.

Il pilota è stato trasportato in ospedale: è fuori pericolo, ma ha riportato ferite al volto, alle mani e all'addome. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha elogiato il suo coraggio: "Ha dimostrato un immenso coraggio e una determinazione senza esitazioni nel cercare di proteggere le vite degli altri".

Un passeggero ha raccontato che il copilota gli era sembrato una persona molto religiosa: "Recitava molte preghiere e non guardava le donne negli occhi". Tra i passeggeri che hanno contribuito a fermarlo, una donna ha lanciato l'allarme e tre uomini sono intervenuti: uno di loro, Yaniv Hayun, idraulico, è stato definito il più eroico tra i tre.

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